La foto rappresenta una figura bidimensionale sospesa nell'aria da un intreccio di cavi che, se osservata da una certa prospettiva, è in grado di dare l'effetto tridimensionale che si può notare.
In analogia, anche i social media sono ambienti "sorretti" da una rete (internet) e se "visti" da una certa prospettiva, possono rivelare opportunità da sfruttare.

17 mar 2009

Inbound Marketing: farsi trovare dai clienti

Non si tratta di una nuova tecnologia, bensì di un nuovo approccio nel fare marketing, che si differenzia da quello tradizionale (outbound marketing) focalizzandosi non più sulla ricerca di clienti, quanto nel farsi trovare dagli stessi.
Nel marketing tradizionale rientrano tutte quelle attività, quali per esempio: pubblicità televisiva e radiofonica, cold calling, opuscoli pubblicitari inviati nelle case, le fiere, lo spam via e-mail, etc..
Tutte tecniche che molto spesso (non sempre) possono risultare invadenti (interrompendo ciò che fanno le persone) ed essere rivolte ad un pubblico generico (non targettizzato), quindi considerando anche i costi che queste comportano, il ritorno non sempre risulta essere soddisfacente.


L'Inbound Marketing invece verte in sostanza su 3 componenti dominanti, ovvero:
1) Contenuti: la materia prima, ciò che deve attirare l'attenzione dei clienti (e/o potenziali c.);
2) Search Engining Optimization (e SMO): tecniche per facilitare i clienti (e/o potenziali c.) nel trovare i contenuti - un esempio: aumentare la visibilità del proprio sito web sui motori di ricerca, ma non solo;
3) Social Media: tutte quelle piattafome usate per diffondere ed enfatizzare i contenuti, che acquisiranno ulteriore valore grazie all'interazione con i clienti (e/o potenziali c.).
Tutte componenenti strettamente legate tra loro e che devono essere gestite con trasparenza, veridicità e costanza.


I risultati che si otterranno saranno di certo qualitativamente migliori, rispetto ad un approccio Outbound, nel senso che oltre a dover sostenere costi di gran lunga inferiori (a parità di risultato), si riuscirà a raggiungere, anzi ad essere raggiunti da coloro che hanno interesse, non interrompendo le loro azioni, ma anzi instaurando un canale comunicativo voluto e bidirezionale.

16 mar 2009

Sfruttare Facebook senza esserci dentro

Premettendo che voler adottare Facebook per la propria attività, senza averlo mai provato, non penso possa rivelarsi una grande "mossa", salvo che non vi sia qualcun'altro a guidarvi. Come in tutti i social media, anche in Facebook, seppur ci si è dentro non sempre è facile riuscire ad avere una visione completa su come le persone interagiscono e su quali dinamiche ci si potrebbe concentrare, anche per il fatto che questi ambienti sono in costante evoluzione (beta perpetuo); figuriamoci se non ci si è mai entrati dentro cosa si possa capire.
Comunque sia, Facebook permette di creare e gestire pagine pubbliche e campagne pubblicitarie, richiedendo solamente una e-mail, una password e una data di nascita, concedendo così l'usufrutto di un cosiddetto "business account".
Per poter sfruttare questa tipologia di account, seguendo un percorso guidato bisogna prima creare una pagina o una inserzione pubblicitaria, il cui processo di creazione terminerà con la richiesta dei dati citati. Ecco un paio di link che vi guideranno:
Creazione pagina --> http://www.facebook.com/pages/create.php
Creazione pubblicità --> http://www.facebook.com/ads/create/
Chiunque disponga gia di un account personale, non ha modo di crearne uno business, e probabilmente neanche l'esigenza visto che è in grado di poter far fronte a tutto quello che può l'altro; oltre al fatto che i Termini di Utilizzo permettono ad ogni individuo l'adozione di un unico account, caso contrario, si rischia di essere "buttati fuori" dalla piattaforma.
Un account business non ha la possibilità di crearsi un network di contatti e neanche di essere individuato con lo strumento di ricerca, dispone solamente di un accesso al sito limitato a ciò che riguarda la propria pagina o la propria inserzione creata.
Per trasformare un account business in un account personale bisogna seguire una piccola e facile procedura nella quale si richiedono le informazioni mancanti, bisogna però ricordarsi che non sarà più possibile tornare indietro; Facebook infatti non permette di trasformare un account personale in uno business.

9 mar 2009

Presenziare Facebook

Molte sono le realtà aziendali e non, che hanno preso parte sulla piattaforma social network più discussa del momento, anche se come si può ben notare non tutti hanno chiaro come vada sfruttata e cosa sia possibile fare.
I motivi per cui un'azienda (o una qualsiasi organizzazione, ente, etc..) possa essere interessata ad entrare su Facebook, sono innumerevoli e a seconda di quali siano le esigenze e gli obiettivi, sarà possibile scegliere l'approccio ottimale.
Per coloro che provengono da un ambiente MySpace (ma non solo), il modo più "automatico" di apparire sulla piattaforma, è quello di creare un account con la denominazione del proprio brand, della propria attività o del proprio servizio/prodotto offerto.
Apparire in Facebook, sfruttando un profilo utente, può di certo avere dei riscontri positivi, potendo accedere a tutti i dati e alle informazioni che i rispettivi contatti apportano al loro profilo, ma proprio questa peculiarità potrebbe rivelarsi troppo invadente per alcuni utenti, rischiando così di allontanarli. Questo è comprensibile anche per il fatto che dietro ad un account "brandizzato" potrebbe "nascondersi" chiunque.
Facebook riserva alle aziende (ma non solo) profili dedicati comunemente chiamati "pagine Facebook" o "profili pubblici" con cui gli utenti possono instaurare una relazione diventandone "fan", senza che chi gestisce la pagina abbia accesso alle loro informazioni personali.
Per dare ufficialità alle pagine, Facebook pone una clausula alla loro creazione, ovvero:
"Solo un rappresentante autorizzato di una marca, organizzazione o persona può creare una pagina Facebook per tale soggetto. Le pagine false e le pagine dei fan non ufficiali violano le nostre Condizioni d'uso. La creazione di pagine non autorizzate o la violazione delle nostre Condizioni d'uso può comportare la chiusura dell'account della persona responsabile."
Le pagine sono di certo la soluzione più adatta per creare un legame diretto nei confronti di un pubblico, attraverso queste è possibile apportare varie tipologie di contenuti (interni o esterni alla piattaforma), sfruttando le innumerevoli applicazioni liberamente fruibili o creandone di nuove, per specifiche necessità.
Da pochi giorni, le pagine Facebook, hanno subito grossi cambiamenti (assomigliando sempre più ai profili personali) e alcune delle novità non sono ancora visibili; se volete approfondire:

La creazione di un gruppo, rappresenta un altro interessante approccio, ma che non deve essere adottato come strumento di presentazione, offrendo limitate possibilità in questa direzione. Questo mezzo di aggregazione è destinato ad incentivare e a stimolare l'interazione tra gli utenti, volta ad uno specifico argomento deciso ed imposto dal creatore e dagli amministratore del gruppo.
Qualunque sia la strada che si voglia prendere è bene crearsi un proprio account personale, in modo da poter capire, gestire, testare e intraprendere l'approccio che maggiormente rispecchia le proprie esigenze.

3 mar 2009

Customer Feedback Forum

Come potrete notare, da oggi sul lato sinistro di questo stesso blog, vi è una piccola icona rossa con la scritta "feedback" in bianco. Quella che vi sto per presentare è una applicazione creata dalla Uservoice (società californiana), il cui scopo è quello di fornire un sistema dinamico e utile per la gestione dei feed rilasciati dagli utenti.
In poche parole, permette di creare uno spazio di interazione nei confronti di un certo pubblico, voglioso di "collaborare" con l'azienda o con chiunque altro abbia adottato il servizio sul proprio website. Questo spazio viene definito "Feedback Forum" e gli elementi principali che lo compongono sono: il tema generale (su cui verterà l'intero feedback), le idee apportate dagli utenti, i commenti (relativi ad ogni singola idea proposta) e i voti alle idee (da 0 a 3) .


In questo modo, si potrà utilizzare la piattaforma per richiedere pareri, consigli e proposte agli utenti, sfruttando la loro collaborazione in modo da migliorare i servizi e/o i prodotti offerti.
I commenti e i voti sono elementi molto importanti perchè danno peso e valore alle idee proposte, in modo da riuscire ad avere sempre una sorta di scala prioritaria.
Attualmente il servizio non è disponibile in lingua italiana, ma è piuttosto facile ed intuitivo da usare; è possibile inoltre scegliere tra varie tipologie di account, a seconda delle esigenze (l'unico non a pagamento è quello base che prevede l'utilizzo di un solo forum con un massimo di 500 voti mensili).
Gli utenti che intendo apportare il proprio contributo sono tenuti a logarsi o mediate una classica form di registrazione oppure sfruttando i dati di accesso relativi ad altre piattaforme come Facebook, MySpace, AOL, etc, in modo da rendere l'utilizzo del servizio, più veloce e meno "impegnativo".


Penso che strumenti come questo verranno presi in considerazione sempre più, optando così verso una qualità del feedback ottenuto, piuttosto che sulla quantità.
Oltre a quello che ho predisposto per questo blog, a cui potrete accedere cliccando qui a sinistra, vi linko un'altro esempio a cui dare un'occhiata, ovvero una demo predisposta dalla UserVoice.

2 mar 2009

Parola d'ordine: Condividere

"Segnala ad un amico", "Dillo ad un amico" o "Invia ad un amico" sono messaggi che probabilmente col passare del tempo verranno dimenticati dal web, anche se attualmente è facile vederne ancora.
Spesso affiancati ad articoli, post (nei blog), fotografie, video o qualsiasi contenuto sia a disposizione sul web, sono stati i "pulsanti" che fino ad oggi ci hanno permesso di segnalare ad uno o più amici una certa informazione attraverso l'ausilio della posta elettronica.
Tutto questo è reso possibile seguendo una breve procedura che di solito consiste nel cliccare sull'icona in questione e compilare una form con nome e e-mail del destinatario e del mittente per poi aggiungere eventuali commenti alla notizia.
Lo strumento in questione è ancora pienamente funzionale visto che tutti continuano ad usare l'e-mail e di certo questo facilita e velocizza l'invio e la propagazione di informazioni.
Ma perchè quindi questo utile strumento dovrebbe scomparire?
In realtà non sta scomparendo, ma sta evolvendo in strumenti di nuova generazione che permettono di condividere contenuti su piattaforme social media (Social Networks, Bookmarking, Blog, etc...), innescando una esponenziale propagazione informativa.
Questo vuol dire che se io per esempio condivido sul mio profilo Facebook una certa notizia è perchè penso che oltre che a me possa essere d'interesse ad alcuni dei miei contatti, senza doverli selezionare a priori.


L'elemento da me condiviso verrà notificato in modo automatico attraverso un feed, all'intero mio network di amici, ma ovviamente riceverà le attenzioni solo di alcuni che a loro volta potrebbero però essere spinti per gli stessi motivi a condividere tale notizia con i rispettivi contatti.
I vantaggi che si ottengono adottando tali strumenti per la condivisione di contenuti sono:
- Facilitare e incentivare l'utente a condividere;
- Dare maggiore visibilità al contenuto stesso;
- Favorire nuovo traffico nei confronti del sito che ospita i contenuti (Social Media Optimization);
- Dare visibilità a chi ha generato il contenuto (Brand Management per le aziende).
In un'ottica di marketing, questi strumenti di condivisione, possono anche rivelarsi strategici e talvolta fondamentali per far fronte alle esigenze e al modo di usare la rete dei propri stakeholder.
Quelli che ho definito strumenti di condivisione, in realtà sono sostanzialmente "link" che portano in modo dinamico alle rispettive piattaforme Social Media preimpostate per la condivisione di contenuti.


Per facilitare tutto ciò e per dare la possibilità agli utenti di condividere i contenuti su di una più alta varietà di piattaforme, sono a disposizione sulla rete alcuni strumenti in grado di aggregare una moltitudine di questi "link", eccone alcuni esempi: AddThis (che ho adottato in questo blog), ShareThis e Grouptivitiy.